Tempo di Libri 2018

Tempo di Libri 2018

Anche quest’anno siamo stati a Tempo di Libri, la nuova fiera dell’editoria e del libro che si tiene a Milano.

Quest’anno era la seconda edizione: l’anno scorso, al suo esordio, erano state più le polemiche che i visitatori. Vuoi una location forse non indovinata, vuoi un weekend di ponte, vuoi la data troppo prossima al Salone del Libro di Torino: la prima volta di Tempo di Libri non era stato un gran successo.
A noi era piaciuta, in verità, ma c’eravamo andati forse in un’ottica un po’ più da turisti, comprando libri, ascoltando oratori, presenziando ad incontri. Tutto molto piacevole, ma non particolarmente proficuo dal punto di vista lavorativo.

Quest’anno siamo andati a Tempo di Libri (anzi, c’è andato solo il Libraio con gli Occhiali) con uno scopo ben chiaro: arricchire la nostra offerta, aumentando la varietà e la qualità dei libri che proponiamo, e al contempo organizzarci al meglio in vista della stagione delle nostre presentazioni. Incontri con scrittori affermati o esordienti, eventi a tema legati al cibo, serate a tema: sono tutte occasioni che possono essere realizzate solo dopo essersi coordinati con gli uffici stampa delle case editrici, e quale occasione migliore che una fiera del libro come Tempo di Libri?
Non anticipiamo nulla, soprattutto circa le prossime presentazioni, ma posso dire cosa, secondo me, andava e cosa no a Tempo di Libri.

Cose che non mi sono piaciute

Le scale mobili erano quelle di Hogwarts: cambiavano direzione. La fiera era distribuita su due livelli, un piano terra e un primo piano, e tra questi c’è un ammezzato, un largo ballatoio dove erano localizzati i servizi igienici, il guardaroba e i punti ristoro. Dal momento che i padiglioni fieristici sono edifici tutti molto alti, per salire dal piano terra al primo piano e viceversa bisognava prendere almeno un paio di lunghe rampe di scale mobili.
Voi quindi capite che per fare la spola tra lo stand di Mondadori e quello di Hoepli o tra quello di Feltrinelli e quello di Giunti, per dire, serviva del gran tempo e della gran calma.
Oltretutto qualcuno invertiva il senso di marcia delle scale mobili a seconda della maggiore o minore affluenza di pubblico. Questo voleva dire che mi è capitato di andare all’angolo nord dove c’era la scala mobile che scendeva, e scoprire con notevole sorpresa che adesso saliva solo. E quindi via, a riattraversare tutta la fiera per andare dall’altra estremità del piano a cercarne una che scendesse.

Tempo di Libri 2018

Stand di grande case editrici che non avevano nessuno con cui parlare. Mi è capitato, e non nascondo il fastidio, di andare a cercare personale per contrattare e organizzare alcuni eventi e sentirmi dire che no, nello stand (o addirittura in fiera) non c’era nessuno. Non dico mi aspettassi tenessero una persona fissa nello stand: è normale che un addetto stampa o la persona che si occupa delle pubbliche relazioni sia in giro ai vari eventi. Solamente che in una fiera che vuole essere di importanza nazionale una casa editrice di rilevanza nazionale dovrebbe avere in loco almeno qualcuno che si occupa delle relazioni con i librai, che non sono esattamente figure secondarie della blasonata filiera dell’Editoria. A quanto pare no.

Le scale mobili! Lo ribadisco: voi non mi immaginate quanto tempo ho trascorso salendo e scendendo da quelle scale mobili!

Mai avere sete. I caffè costavano 1,30 e lo stand (a forma di camioncino) che serviva gli spritz era abbastanza defilato. Caffè costosi e spritz poco visibili: vi immaginate il mio scoramento?

Eventi, eventi in ogni dove. Come già visto a Torino l’anno scorso, forse c’erano un po’ troppe cose (reading, presentazioni, dibattiti, incontri…) in contemporanea. Io già sapevo che non avrei potuto partecipare a nessuno essendo salito per lavoro, che non avrei potuto fare il fanboy in giro, o andare a sentire conferenze che mi interessavano. Penso però che organizzare nello stesso slot orario svariati eventi possa essere eccessivo anche per coloro che vengono in fiera per il gusto di avvicinarsi un po’ al mondo dell’Editoria e del libro.

Cose che mi sono piaciute

Tempo di Libri 2018C’era gente. So che detta così sembra una banalità, ma nulla mette più tristezza che girare in una grande fiera, o meglio, in quella che dovrebbe essere una grande fiera tra corsie vuote e desolate guardando i poveretti negli stand che fissano il vuoto e non sanno come fare passare il tempo. Quest’anno fortunatamente Tempo di Libri è stata organizzata meglio: dati alla mano, circa novantasettemila visitatori in cinque giorni.

Essere fermato mentre cammino: continuo a stupirmi del fatto di essere facilmente riconoscibile, nonostante sia da venticinque anni che risulto praticamente sempre la persona più alta in ogni ambiente che frequento.
A Tempo di Libri è capitato alcune volte di sentirmi chiamare mentre attraversavo con il mio solito passo svelto i corridoi tra gli stand: ed erano persone che mi riconoscevano e mi salutavano (chiedendo anche dove fosse Caterina) perchè seguono la libreria sui social. E fa piacere, non lo nascondo. Sono piccole cose che ti fanno pensare i nostri siparietti, le nostre recensioni, i libri che cerchiamo di spingere alla fine risultano realmente interessanti e piacevoli, almeno da vedere. Ed è altrettanto bello dare un volto ed una voce ai profili social con cui chiacchieri on line!

Tempo di Libri 2018 con Alice BassoIncontrare persone che sanno fare il loro lavoro: non è così scontata come cosa.
In alcuni stand ho avuto il vero piacere di poter conversare e dialogare con persone che lavorano in case editrici che non solo erano disponibili e preparate ma anche trasmettevano la loro passione. Sinceramente, è una delle cose più belle possa accadere ad un libraio. Perchè, parlando di lavoro, è certo importante la scontistica ed i tempi di pagamento; però vedere l’orgoglio e la soddisfazione di chi ti presentato il catalogo della sua casa editrice rallegra l’animo.

Ridere, scherzare, chiacchierare con belle persone. Era una trasferta lavorativa, senza dubbio, ma una delle cose migliori in occasioni simili è incontrare dal vivo chi fa il tuo stesso lavoro, ha la tua stessa passione, ha i tuoi stessi interessi. In questo caso alcuni amici che erano con noi a Di lavoro, leggo: il corso di NN Editore che abbiamo fatto ad ottobre a Cavriana. Perchè forse, più belli dei bei libri, ci sono giusto le persone che amano i bei libri…

Sentirsi urlare: Gamberoni! Menzione d’onore ad Alice Basso che vedendomi ha urlato nel bel mezzo dell’Area Conferenze Gamberoni! e Tagliata di tonno! Sapevamo che organizzare le presentazioni estive al Ristorante Le Palme era un’idea che avrebbe funzionato.

2 pensieri su “Tempo di Libri 2018

  1. Ehi ehi ehi! Allora non era una mia impressione quella delle scale che cambiavano direzione! E coooooomunque, vogliamo parlare della felicità Libridinosa? Per me è stato come incontrare la mia rockstar (dei libri!) del cuore! Guarda che ci vediamo a luglio, eh, vengo davvero a bere un spritz con le altre Bancarella Bloggers. E stavolta spero di incontrare anche Caterina!

    1. Sì, quelle strane scale mobili… in effetti alla fine c’era una spiegazone vagamente razionale!
      Comunque sei troppo gentile 😀
      Io ho già avvertito il nostro barista, che si tenga pronto a fare spritz e rum-cooler (il suo forte) per una bella tribù di bloggers!

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