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I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos

I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos è la prima parte della saga fantasy L’attraversaspecchi.
Come tutti i romanzi simili pubblicati in questi ultimi anni anch’esso rientra nella vaga categoria degli young adult, ma ha una particolarità: è pubblicato in Italia da E/O, una casa editrice indipendente abbastanza famosa (uno dei suoi titoli più famosi è L’amica geniale di Elena Ferrante). Vedere che un un libro fantasy viene pubblicato da una casa editrice seria, importante, che ha un raffinato gusto intellettuale, e che mai prima d’ora si è addentrata in questo tipo di narrativa, è stata la molla che ci ha spinto a leggerlo, nonostante per età e gusti non siamo propensi al genere.
La trama è lineare ma non semplice da sintetizzare: siamo all’interno di un universo di genere steampunk dove ci sono 21 “arche”, una sorta di 21 pianeti collegati da dirigibili, ognuno abitato da clan che hanno proprie caratteristiche e poteri. Ofelia, la protagonista, è una ragazzina di 15 anni che si presenta come non particolarmente sveglia, abbastanza goffa e introversa, costretta a sposare con un matrimonio politico il giovane Olaf, un lungagnone antipatico, scorbutico e saccente proveniente da un’altra arca.
Ofelia ha il potere di spostarsi attraverso gli specchi (ed ecco la ragione del nome della saga) ed inoltre è una animista, cioè può leggere l’anima delle cose: quando tocca un oggetto senza i guanti ne percepisce la storia, i precedenti proprietari e le vicende che lo hanno coinvolto. Invece Olaf sembra sprovvisto di poteri particolari, eccezion fatta per una scortesia ed antipatia al di sopra della media.
I due protagonisti de I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos non sono particolarmente simpatici ma mano a mano che procede la narrazione evolvono: Olaf diventa più umano, morbido e premuroso, mentre Ofelia finalmente si dà una svegliata. Come in ogni romanzo di formazione quindi i due protagonisti si conoscono, crescono e smussano alcuni difetti.

A differenza poi di altri romanzi di questo genere, I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos va a toccare anche temi adulti: quando uno dei personaggi secondari ma importanti nella macchina della trama resta incinta si parla di aborto e di infanticidio, comunque in maniera non insistita. Durante gli eventi molti personaggi mutano o meglio, si dimostrano per quello che sono realmente: uno dei temi più trattati è quello dell’apparenza diversa dalla realtà, delle maschere che tutti noi indossiamo.
Altro bel tema prettamente adulto, che quindi può rende questo libro interessante anche per chi non è più adolescente, è quello della politica e del potere: Olaf sulla sua arca è una sorta di Ministro delle Finanze, un uomo potente con molte responsabilità che vive in un ambiente corrotto, pettegolo e malsano, lacerato da complotti e macchinazioni, che può ricordare un po’ l’alta società parigina in Bel Ami. Questa trattazione del potere, dei suoi infingimenti e delle sue maschere è la cifra di un romanzo che mantiene e sviluppa una cifra intelligente, che lo distanzia ancora una volta da molti altri fantasy pubblicati negli ultimi anni.
I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos è un ottimo libro da regalare sia agli adolescenti, fascia d’età naturalmente orientata verso fantasy e young adult, che agli adulti. Ci troviamo davanti a una bella narrazione: al di là della macchina della trama, del plot vero e proprio, che non ha sbavature e non si perde in rivoli e digressioni inutili ma anzi scorre lineare con vari colpi di scena mai mai annunciati, questo romanzo è scritto bene, ed è una cosa abbastanza rara. Si tende a pensare che i romanzi fantasy o per adolescenti sono un po’ tirati via; I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos è sorretto da una buona scrittura solida, né troppo alta nè sciatta.
Tre motivi per leggerlo?
L’ambientazione: l’arca di Chiardiluna è un mondo che ha tantissimo da dire sia a un adolescente sia a una persona più grande proprio per i molteplici livelli di lettura che offre.
I personaggi: molti e sfaccettati, dallo scanzonato sincero e lussurioso, all’emotivamente stitico, dalla gran dama che cela un segreto all’istintiva ma corretta.
La parte più propriamente fantasy, infine: Ofelia possiede una sciarpa che si muove, attraversa gli specchi, legge l’anima delle cose, la famiglia di Olaf può ferire in maniera profonda ed invisibile, in un tripudio di invenzioni e trovate che danno soddisfazione
In definitiva un libro veramente buono da consigliare sia alle persone a cui già piace il genere sia a coloro che vogliono esplorarlo.

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