vita da librai

La bucket list della libreria

L’idea di creare una nostra bucket list per la libreria è nata non appena abbiamo letto la bucket list di Stefania, la libraia fotografa.
Perché è una cosa carina, divertente, leggera, ma anche un modo per parlare di noi. Raccontare i propri desideri è in fondo il modo più semplice per dire chi siamo, cosa vogliamo, e come vorremmo che fosse il nostro futuro.
Infatti la bucket list “originale”, quella che ha ispirato il post della Libraia Fotografa, compare nel libro Ogni stella lo stesso desiderio di Laura Bonalumi dove il protagonista

dice ad Amelia di avere una sua personale bucket list in dieci punti che raccoglie tutte le cose che vorrebbe poter fare almeno una volta nella vita.
Si va dai grandi temi (innamorarsi) alla felicità data da piccole grandi cose (conoscere una star del basket o andare in un posto specifico del mondo).

Un pomeriggio, mentre sistemavamo i libri, abbiamo parlato di questo: cosa ci piace, cosa vorremmo avere, come ci piacerebbe fosse la libreria. La nostra bucket list é nata così: tra un cliente da servire, un Adelphi da mettere a posto, uno scaffale da spolverare.
Qualche punto è comune, qualche altro invece è specificatamente di uno di noi due (saprete indovinare quali?)
Ecco i nostri desideri:

  1. Avere una libreria più grande.
    Quello è sempre il primo desiderio, la prima speranza, e certe volte anche il primo tema della conversazione tra i librai, i clienti, i librai ed i clienti, i clienti ed i rappresentanti… Insomma, avete capito: vorremmo proprio tanto una libreria più grande!
    Per ora ci siamo attrezzati mettendo le rotelle agli scaffali ma un po’ di spazio in più ci piacerebbe proprio tanto!
  2. Andare in Scozia nel paese dei librai.
    La lettura di Una vita da libraio di Shaun Bythell edito da Einaudi ci ha incuriosito e ha fatto voglia di alla Libraia di tornare nella sua patria ancestrale, la Scozia (sapevate che per un ottavo la Libraia è scozzese?).
    E allora quale posto migliore che Wigtown, il minuscolo paesino con la più grande libreria dell’usato di Scozia e sede di un vivace festival culturale?
  3. Partecipare a più eventi legati ai libri.
    Da qualche anno il libro è entrato anche in una dimensione fashion e modaiola, con annesso l’aumento di fiere, incontri, manifestazioni e feste serali collegate al mondo dell’editoria. Che sono quasi tutte a Milano, eccezion fatta per qualcosa a Roma e Torino, al massimo; tutti posti abbastanza lontani da dove viviamo noi.
    E a noi piacerebbe veramente partecipare un po’ più spesso a questi momenti di incontro, di chiacchiera… e di libagione!
  4. Lavorare, anche per un breve periodo, in una casa editrice.
    Lo sappiamo, siamo un po’ troppo grandi per gli stage formativi ma in questo modo vedremmo e capiremmo meglio come funziona la filiera editoriale a monte della libreria.
    Sarebbe bello toccare con mano tutte le fasi che portano a rendere fisico e reale quella piccola, tascabile, meravigliosa magia che è il libro.
  5. Servire Marco Giallini.
    Sì, trovarsi di fronte Marco Giallini e prendersi cura… di lui e dei suoi desideri libreschi. Naturalmente questo punto della bucket list è della Libraia.
    Ma dal momento che già in tempi non sospetti il libraio scriveva che spera di trovarsi in negozio Rachele Bastrenghi dei Baustelle, possiamo dire che questo punto della bucket list è doppio.
  6. Più lettori di saggistica!
    Sì, inutile fingere; questo punto della bucket list è del libraio. Belli i romanzi, puri, appassionanti i gialli e la narrativa di genere… ma come sarebbe bello potere chiacchierare più spesso coi clienti delle ultime pubblicazioni di architettura, storia, antiquaria, giardini, esoterismo e geopolitica?
    Si metta agli atti che a questo punto della conversazione la Libraia ha scosso la testa alzando gli occhi al cielo.
  7. Chiacchierare ancora di più di libri, e non solo quando siamo dietro il bancone o stretti tra i nostri scaffali.
    (A proprosito, abbiamo già detto che la libreria è piccola e ne vorremmo una un po’ più grande?) Ci piace parlare di libri, spiegarli, raccontarli, mostrare il loro bello e perchè no, anche il loro brutto; con certi titoli è inevitabile.
    Parlarne dove? Su un quotidiano locale, come fanno le ragazze di Microcosmi, che hanno una rubrica sul quotidiano Mondo Padano. Parlarne in radio, come già fanno alcune nostre colleghe del nord Italia. Parlarne alle scuole, magari. Dateci un buon libro
  8. Raggiungere quelle fasce anagrafiche di lettori che ci sfuggono.
    In libreria vengono un sacco di giovani mamme, un po’ di liceali curiosi, lettori di mezza età, brillanti signore dai capelli grigi, non pochi dei nostri coetanei ma… ma ci mancano gli universitari. Lo capiamo, è fisiologico: gran parte di coloro che sono nella fascia tra i 20 ed i 30 a Carrara fanno l’università a Pisa, o Firenze, spesso Milano. E lì conoscono e frequentano altre librerie. 
    Ovvio e naturale, però ci piacerebbe riacciuffarli, almeno quando tornano nel natio borgo selavggio durante le pause dai corsi.
  9. Uno dei due librai (e non vi diremo mai quale!) vorrebbe scrivere un giallo ambientato in libreria, o comunque fortemente collegato al mondo delle librerie, per smitizzarle un po’. L’idea è nata anche dalle chiacchiere alcoliche post-presentazione, una bella sera d’estate; e no, non vi diremo nemmeno chi ci ha dato lo spunto per questa idea.
  10. Creare una rete stabile di collaborazione con altre realtà locali.
    Ci sono librerie che ospitano corsi di calligrafia o di scrittura creativa, librerie che aprono i loro spazi per ospitare momenti culturali a 360°. Noi abbiamo già collaborato in passato, per Letti di Notte, con il blog In punta di Penna, con il collettivo teatrale La O di Legno e con i negozi a noi vicini.
    Ci è piaciuto e ci piacerebbe rifarlo… certo, se solo avessimo una libreria più grande. Abbiamo già detto vero che vorremmo una libreria più grande?

Ecco i dieci punti della nostra bucket list. Sono realizzabili? Non tutti, lo sappiamo già.
Ma qualcuno sì, magari nei prossimi tempi!
Siamo due inguaribili ottimisti (la Libraia sicuramente…), come tutti coloro che vivono di libri e per i libri in Italia.

Un pensiero su “La bucket list della libreria

  1. Mi piace come affrontate la lista dei vostri desideri. Il mio desiderio di frequentatrice della libreria è come il vostro di avere a disposizione uno spazio più ampio, di ricavare un angolo dove sedersi e leggicchiare i libri prima di scegliere l’acquisto e poter bere un caffè o un tè

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