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Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos

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Gli scomparsi di Chiardiluna, seconda parte della saga L’attraversaspecchi scritto da Christelle Dabos e pubblicato da Edizioni E/O, era un libro molto atteso qui in libreria.
All’uscita del primo volume (in tutto dovrebbero essere quattro) la curiosità era legata principalmente alla casa editrice: E/O è un editore importante, serio, con un catalogo raffinato.
La scelta di pubblicare quello che sembrava essere uno young adult, un libro diciamo per adolescenti, suonava inconsueta. Mi aspettavo perciò di trovarci qualcosa in più rispetto alle solite saghe fantasy pubblicate negli ultimi anni a bizzeffe: ed è stato così.

Oggi con soddisfazione e gioia posso dire che il Gli scomparsi di Chiardiluna, seconda parte della saga L’attraversaspecchi, è ancora più bello e più appassionante del primo.

Da molto tempo non mi capitava di restare sveglio fino a tardi perché volevo vedere cosa sarebbe successo!
Come in tutte le serie che si rispetti, è necessaria una breve sintesi delle puntate precedenti per chi non avesse letto (male! fatelo!) il volume iniziale, I fidanzati dell’inverno.
Il mondo come lo conosciamo noi esplode e si frammenta in ventuno arche, una sorta di pianeti a sè stanti, collegati l’un con l’altro da dirigibili: già questo è segno che l’universo de L’attraversaspecchi può rientrare nel genere steampunk, seppur in modo abbastanza peculiare.
La protagonista Ofelia è una ragazza che ha dei poteri (legge l’anima delle cose e si sposta da uno specchio all’altro, da cui il titolo della saga) ed è costretta a sposare per un matrimonio politico, di cui soltanto in questo secondo volume capiamo chiaramente il peso e le motivazioni, Thorn. Questi è un lungagnone scostante, freddo e antipatico con un gran nasone che è però il ministro dell’economia, l’uomo forte, dell’arca Chiardiluna.

Raccontarne la trame non è semplice, e forse neppure utile, perchè uno dei punti forti de Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos è lo strepitoso insieme di vicende che si incrociano l’una con l’altra, sorrette da una imponente serie di descrizioni barocche dei mondi. Incontriamo clan famigliari dai nomi evocativi (Storiografi, Invisivi, Persuasivi, Nichilisti, Miraggi, Narcotici…), clessidre del piacere, un monocolo che mostra quello che c’è dietro ai miraggi, una città che galleggia a mezz’aria come una mongolfiera, persone in contatto telepatico che guardano tutti assieme le stesse cose, l’Immaginatoio…

Provare a raccontarlo è privarlo della sua bellezza visiva, che fa venire in mente Erodoto con il suo gusto per le storie fantastiche, quelle a cui forse pure lui non credeva, ma ugualmente si divertiva a raccontare dettagliatamente.

Il pubblico naturale per L’attraversaspecchi sembra essere quello degli adolescenti: si tratta di una storia di formazione, dove la piccola timida goffa e profondamente imbranata Ofelia mano a mano che la vicenda si svolge cresce.
Ne Gli scomparsi di Chiardiluna prende in mano le redini della vicenda, almeno alcune volte, sa cosa vuole e come ottenerlo, alza la voce non solo in senso figurato (piccolo spoiler: alza anche le mani, e dà una certa soddisfazione leggerlo). Al contempo Thorn dimostra di avere sotto la giubba un cuore, e di essere in grado di mostrare dei sentimenti e delle fragilità.
Tutto intorno a loro, e perfettamente integrato in un mondo fantastico e favolistico ma estremamente dettagliato, si agita, complotta e si allea una società fatta di nobili, mantenute, dame, servitori, dignitari e clan che ricorda incredibilmente il mondo mafioso.
I gruppi famigliari di Chiardiluna sono violenti, lottano per il potere, non hanno assolutamente scrupoli nel tradirsi, nel rovinarsi gli uni con gli altri, nel portare avanti vendette estremamente sanguinose e trasversali, incuranti se sono degli innocenti a pagare.

Questo è uno dei grandi pregi della saga di Christelle Dabos: anche se nasce come narrariva young adult è comunque un testo estremamente adulto e ricco vari livelli di lettura.

Possiamo fermarci alla parte più immaginifica e barocca; oppure possiamo leggerlo come un testo che parla del potere e di cosa si è disposti a fare (o a non fare) per averlo e mantenerlo; possiamo focalizzarci su una storia d’amore che ricorda alcune dinamiche di Orgoglio e Sentimento; possiamo riflettere sulle dinamiche di sopraffazione tra gruppi sociali; possiamo osservare personaggi con una completa mancanza di scrupoli che per mettere in atto il proprio alto ideale non si fermeranno davanti a niente, ma si sa che la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.
Oltre ai due protagonisti, Thorne e Ofelia, e ai comprimari già presenti nel volume precedente, viene introdotto finalmente la figura intorno cui ruota tutto Chiardiluna: Faruk, spirito di famiglia, nume tutelare e padre ancestrale di questi clan.

Faruk è una immagine spaventosa e terribile di cosa può essere il potere legibus solutus, cioè privo dei freni delle leggi, ma in balia solo degli umori del momento

Questa entità diventa così la rappresentazione meravigliosa di quel concetto (credo di Ennio Flaiano) che vuole che il vero potere dispotico sia quello che punisce e che premia senza alcuna ragione.
Torna, ancora una volta, ne Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos un tema politico alto e importante: più si osserva Faruk agire nel bene e nel male senza averne memoria e coscienza, facendosi anche blandire con le solite storie tutti i giorni, più il nostro pensiero va a momenti storici in cui il capriccio al potere è circondato da cortigiani compiacenti.

Tre motivi per leggere Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos, Edizioni E/O?

Il primo è sicuramente la ricchezza inventiva con cui viene raffigurato il mondo di Chiardiluna, pieno di trovate mirabolanti e anche di situazioni rocambolesche.
Il secondo è la molteplicità delle letture che si può dare: il tema del potere, il tema della violenza, il tema della scelta, quello degli obiettivi, e più in generale in tema della volontà. Quest’ultimo ha il suo campione nell’austero e non sempre simpatico Thorn, che da figura kantiana potrebbe fare proprio il motto “Dovere! nome sublime e grande, che non contieni niente di piacevole” e che seguirà fino alla fine.
Il terzo motivo è la cosa forse più banale che si può dire di un libro, ma è anche alla base della sua bellezza. Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos è appassionante, è una storia ti tiene incollato alle pagine per vedere le vicende come proseguiranno, grazie alla ricchezza inventiva, a trama intrigante e serrata e alla profondità che i personaggi e i meccanismi della storia sono in grado di offrire.

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