vita da librai

Cosa è stato per noi Tribùk 2019

Per raccontare il nostro Tribùk dovremmo prima dire cosa è Tribùk.
Il sito ufficiale lo racconta come “un’iniziativa di incontro diretto tra editori e librai. […] un evento intensivo di 3 giorni in cui editori e librai da ogni parte d’Italia si confrontano appassionatamente su libri, autori, progetti editoriali.”
Ecco, immaginate un grand’hotel ad Abano Terme che da domenica a mercoledì si popola di oltre cento librai e di un mix di editori, uffici stampa e direttori di collane proveniente da 42 case editrici diverse.
Tutti assieme appassionatamente.
“Le giornate di Tribùk sono organizzate con orari precisi: gli editori incontreranno a rotazione librai provenienti da diverse città italiane, di diverse metrature e assortimento, raggruppati per tavoli di lavoro.
Gli editori avranno a disposizione circa mezz’ora per ciascun tavolo in cui illustrare ai librai presenti il proprio catalogo, il progetto editoriale, i libri appena usciti o di prossima uscita.
Lo scopo di Tribùk è rimettere al centro il libro, favorendo l’incontro diretto tra editori e librai”

Una cosa importante, bella, formativa? Forse anche di più: tutti coloro che avevano partecipato alle due edizioni precedenti ce ne avevano parlato solo con toni entusiasti.

Noi tenevamo tanto ad essere presenti a questa edizione 2019, e nei giorni precedenti la partenza eravamo abbastanza elettrizzati.
Siamo partiti in macchina con Andrea, famoso libraio di Pietrasanta (se passate di lì dovete necessariamente fermarvi nella libreria Nina, via Mazzini 54), che vive a due passi da noi. Il viaggio in tre più i bagagli in panda è stato sobrio e compassato come si addice a persone che abitualmente lavorano nel mondo della cultura.

Ad attenderci a Tribùk c’era un luogo magico, di cui avevamo sentito tanto parlare: la sala delle bozze! Pensate ad un luogo dove, in anteprima, sono presenti i libri che usciranno nei prossimi mesi. Pensate all’occasione di potere leggere prima di tutti gli altri il romanzo di quell’autore che tanto amate.
Ci avete pensato? Ecco, allora potete immaginarvi frotte di bramosi librai che ci si avventano famelici!

Sono stati quattro giorni densi, frenetici, faticosi, divertenti, impegnativi, soddisfacenti, utili, sorprendenti e appassionanti.

Non potendo raccontarli per filo e per segno, vi elenchiamo un po’ delle nostre impressioni.

  • Tribùk è faticoso. Sappiamo che l’idea di cento librai che vanno all’hotel plaza di Abano Terme per incontrare gli editori può dare idea di una situazione vicina alla gita d’istituto delle superiori. Ma decisamente non è così.
    Si iniziava alle nove del mattino e, con due coffee break e una pausa, si arrivava a sera. Ogni giorno abbiamo incontrato 14 editori diversi: rendo l’idea? Vi assicuro che arrivati alle dieci di sera una parte di noi iniziava a spalmarsi esanimi sui divanetti della hall.
    Ma considerata la garrula loquacità di librai ed editori, senza questa organizzazione prussiana sarebbe stata una bolgia infernale.

  • Tribuk è in un posto lontano trecento chilometri da casa dove però incontri i tuoi vicini!

    Era da moltissimo tempo che volevamo conoscere Gaia, la libraia della Libreria Liberi Tutti di La Spezia, città distante da noi all’incirca venti chilometri.
    Ci avevano parlato di lei, della sua libreria, e della sua bravura un po’ tutti: editori indipendenti al Salone del Libro di Torino; più e più volte il nostro amico Martino di CasaSirio, la casa editrice delle storie che non puoi smettere di raccontare; un paio di autori che in sequenza sono stati a presentare il proprio libro prima da noi e poi da lei o viceversa. Eppure non c’eravamo mai incrociati dal vivo, pur essendo proprio vicini.
    Ci siamo riusciti finalmente, e abbiamo scoperto che tutte le voci su di lei erano proprio vere!

  • Tribuk ci ha fatto sentire importanti.

    Più di una volta le case editrici ci hanno chiesto opinioni sulle future copertine: vi piace, che ne pensate, potrebbero funzionare, sono coerenti con l’immagine che hanno di noi i lettori?
    Ed è proprio bello anche solo per un consulto sentirsi partecipi della nascita dei libri che venderemo.
    Ah, se ve lo state chiedendo certe volte siamo stati entusiasti (tra qualche mese vedrete copertine nuove per grafica su cui il vostro sguardo andrà subito a cadere) e certe volte un po’ severi (basta con le copertine tutte uguali, che poi pure noi abbiamo difficoltà a ricordarci di un certo titolo).

  • Tribuk è caldo, e dire caldo non è nulla.

    Vi giuro, e voglio ribadirlo: CALDO. Tutti ci avevano detto che l’hotel dove avremmo soggiornato era caldo; sapevamo di una libraia che aveva fatto tutto Tribuk l’anno scorso in ballerine senza calze perchè l’hotel era caldo; ci eravamo perfino attrezzati con vestiti più leggeri pensando che sarebbe stato caldo. Bene, era molto più caldo!
    L’Hotel Plaza è uno splendido posto con delle grandi piscine termali di acqua calda e proprio per questo si crea al suo interno un clima… come posso dire? CALDO!

  • Se sei in cerca di qualche spoiler su quella fantastica saga che sono I fidanzati dell’inverno non è una mossa brillante rivolgersi alla giovane ragazza che presenta assieme all’editore i progetti futuri della casa editrice chiamandola “Ehi, ragazza E/O!”
    Questo perché poi in seguito scopri che non è la giovane stagista, bensì la figlia dell’editore stesso. E tu eri l’unico ad ignorarlo…

  • Tribùk è utile perché non riusciamo mai a tenere d’occhio l’abbondante produzione letteraria italiana.

    Invece vedere le persone che lavorano dentro le case editrici e sentirle parlare ci è servito a capirne particolarità, tenere a mente le cose più belle e soprattutto ad aprirci gli orizzonti e darci ispirazione per ampliare il catalogo della nostra libreria.
    Ben presto avremo un po’ di novità da farvi conoscere!

  • C’è speranza anche per la nostra categoria se scopri che a Udine sono attive una decina di librerie e un singolare gruppo whatsapp. I librai di queste lo hanno creato perché se arriva un cliente a chiedere con urgenza un libro e tu non lo hai, basta inoltrare la richiesta nel gruppo e dirottarlo dal collega che ne ha una copia.
    Perché il vero nemico è Amazon, non un’altra libreria del tuo stesso paese, che come te che cerca di lottare sopravvivere e fare al meglio il suo lavoro.

  • In questo mondo dove si stampa tanto, forse troppo, che spesso sembra più una catena di montaggio industriale che altro, c’è ancora spazio per la poesia e la passione. Abbiamo incontrato persone che sanno parlare dei libri che pubblicano con affetto, passione e competenza, senza leziosità e senza faciloneria, con una grazia soave e coinvolgente.Davanti a persone tali che pur lavorando nell’editoria riescono ancora a trasmettere la loro passione, noi ne rimaniamo rinfrancati e tutte le arrabbiature per le tasse, le rese, i colli che non arrivano, le delusioni commerciali per un momento passano.

    E pensiamo davvero di fare il più bel lavoro del mondo. Dopo l’editore, si intende.

  • Tribuk è l’occasione principe per incontrare i colleghi, anche quelli con cui non hai mai interagito dal vivo ma solo sui social, chiedendo loro di libri in uscita, cercando consigli su questo nostro strano mestiere, o anche solo per dare una pacca virtuale sulla spalla nei momenti atroci delle rese o del Natale. E scoprire che sono piacevoli dal vivo tanto quanto dietro lo schermo di un computer o di uno smartphone.

  • Tribùk è stato anche il momento dove scopri di essere un po’ conosciuto perché le video recensione dei libri vengono viste, e apprezzate, nelle case editrici. E questo, inutile negarlo, fa un sacco piacere.

  • Tribùk ci fa guardare i libri con uno sguardo nuovo, perché adesso ancora più chiaramente alle case editrici abbiniamo un volto. E allora Iperborea è il sorriso aperto e lo sguardo divertito di Pietro Biancardi e Marsilio il garbo e la competenza di Luca de Michelis. Fanucci per noi sarà la risata contagiosa di Sergio Fanucci e SEM lo slancio pieno di ottimismo di Antonio Riccardi.
    Ora abbiamo per ogni casa editrice una particolarità, un ricordo, un dettaglio che ci renderanno ancora più bello averci a che fare.

  • A Tribùk è bello incontrare i colleghi. C’era Giorgio de La Confraternita dell’Uva di Bologna con cui abbiamo fatto un corso assieme. E ce n’erano tanti altri con cui ci siamo sempre incrociati, ma di sfuggita, in altri eventi legati al mondo del libro, come la splendida Alberta della Libreria Dante di Longo a Ravenna. Perché ti puoi finalmente sedere a tavola con calma a parlare di ogni cosa: di libri e della propria città, di cucina e di quotidianità, di come va il lavoro e di cosa ti piacerebbe fare, di così tante cose che alla fine sembra che ci siamo visti appena il giorno prima.

  • Tribùk è anche un po’ gita delle superiori, ammettiamolo.

    La zona bar dopo una certa ora diventa luogo dove spogliarsi dei faticosi panni da librai indipendenti, da sacerdoti della cultura, da cultori dello stato dell’editoria e semplicemente buttarsi in pista sulle note della migliore disco-music ‘70 – ‘80 – ‘90.
    E così si finisce per scoprire che un certo libraio e un certo editore sono ottimi Disc jockey, un altro editore è un ballerino migliore di Tony Manero, la propria socia la regina della dance floor!

Ecco, se non si fosse capito abbastanza Tribùk ci è piaciuto un sacco, ci ha divertito, appassionato, entusiasmato, soddisfatto e stimolato.
E non vediamo l’ora che arrivi il prossimo Tribùk!

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