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Acqua di mare di Charles Simmons

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Acqua di mare di Charles Simmons, pubblicato da SUR, è un romanzo del 1998 al centro di una interessante riscoperta.
In seguito a “La città dei lettori“, manifestazione che si è svolto a Firenze ai primi di giugno,

sette librerie unite da Nord a Sud propongono per tutta l’estate un romanzo divertente e malinconico, scelto dai librai tra decine di titoli perché a distanza di anni mantiene intatta la sua freschezza e originalità. […] Le sette librerie unite per questa iniziativa sono Nina di Pietrasanta, verso libri di Milano, Modusvivendi Libreria di Palermo, Libreria Therese di Torino, Libreria Diari di Bordo – Libri Per Viaggiare di Parma, Libreria Arcadia di Rovereto e Todo Modo di Firenze.

Acqua di mare di Charles Simmons, pubblicato negli Stati uniti nel 1998, è uno splendido romanzo ambientato nell’estate del 1963. Il protagonista è un adolescente di 15 anni (ma dice di averne 16) che conosce l’amore.

È un romanzo sull’estate, sul caldo, sulla libertà che si prova in estate, sul primo amore, sulla morte, sulla delusione: è un romanzo su un’estate che ti cambia la vita.

La storia è apparentemente semplice: una famiglia della media borghesia possiede una casa sulla spiaggia, che dista cinque o sei miglia dalla città. La dépandance viene affittata a due donne, madre e figlia: la prima è una una donna single estremamente affascinante e sensuale, la seconda è una bellissima ragazza di vent’anni (ma dice di averne ventuno).
Quello che poi succede è prevedibile, quando un ragazzo di 15 anni ha per vicina di casa una bellissima ventenne: è amore a prima vista, il primo grande amore dell’adolescenza.

Le due inquiline, che erano appena arrivate nella dépandance, rimasero con noi. La signora Mertz aveva la stessa età di mamma. Sua figlia Zina, era stupenda anche a testa in giù. Aveva occhi e capelli castani, la pelle dello stesso colore anche se una tonalità più chiara e le labbra rosso porpora. Sembravano intagliate. Non smetteva di abbracciare ed accarezzare il suo cane, come se fosse lui ad aver corso un pericolo anzichè noi. Poi mi toccò la guancia; per curiosità, pensai. Mi innamorai di Zina a testa in giù.

Il protagonista racconta questa storia molti anni dopo, quando ha superato l’età che aveva il padre in quell’estate.

È la storia di un’estate splendida, di un’estate come poi non ce ne saranno più.

Ci sono quindicenni a cui ai party in famiglia si dà tranquillamente da bere vodka, vengono considerati già adulti, escono la sera e stanno fuori fino a tardi senza alcun senso oppressivo di controllo da parte dei genitori. Sono però adolescenti, il protagonista ed i suoi amici, che sembrano già abbastanza adulti e maturi, consapevoli delle cose del mondo.
Acqua di mare di Charles Simmons è un romanzo su un altro tempo e su un altro mondo: un mondo più semplice per certi aspetti, certo più istintivo.

Le passioni sono brucianti, avvolgenti e totalizzanti, come lo sono quelle degli adolescenti.


Nelle descrizioni delle feste, della libertà assaporata, si sente il clima di Lolita (che il protagonista va a vedere al cinema) e di Bonjour, tristesse: questo mondo degli Anni Sessanta per noi è estremamente lontano e “mitico”, e forse lo era già allora, quando Charles Simmons scrisse Acqua di mare.
Non dobbiamo dimenticare l’ambientazione storica: è il 1963. Anche se Simmons dirà di non averlo fatto scientemente, quella è l’estate prima dell’omicidio di Kennedy: la fine dell’innocenza per la società americana, quando la loro storia cambia. L’equivalente per noi potrebbe essere il 1969 e Piazza Fontana.

Questo è un libro sull’amore perché è la prima cotta del protagonista, il grande amore adolescenziale, quello che “strappa i capelli” per citare De Andrè.

Zina, è una ragazza che posa un po’ ad artista, come forse è normale a quell’età. Si dedica alla fotografia, ma la fotografia negli Anni Sessanta è tutta un’altra cosa rispetto ad oggi: c’è ancora lo sviluppo a mano, c’è ancora tutta una dimensione artigianale nelle foto. Lei, all’inizio della loro frequentazione, gli dà lezioni

Annuii, sempre guardandola attraverso il mirino.
«Abbassa la macchina! In ognuno di questi cespi ci sono cinque, dieci, quindici fili d’erba. Rappresentano i percorsi dei fuochi artificiali nel cielo. Vedi quello? Anche se i fili sono curvi, l’insieme riempie un quadrato. Ma il formato della macchina è rettangolare. Voglio che tu ricomponga nel rettangolo della macchina queste cose che tendono al quadrato. Puoi usare un ciuffo, o più di uno. Puoi usare alcuni fili in un ciuffo, oppure tutti. Puoi usare un ciuffo e la sua ombra, o l’ombra soltanto. Di’ qualcosa per farmi capire che mi segui!»
Io la stavo ascoltando, ma stavo anche guardandola con una tale attenzione che non avevo niente da dire.
«Ho capito.» Mi studiò per un secondo. «Molto bene: devi lavorare in fretta, senza pensare. Tu non devi pensare. Quella è la cosa peggiore. L’occhio non pensa, guarda. Ma tu non devi semplicemente fare un click dopo l’altro. La macchina, proprio come l’occhio, dev’essere collegata a qualcosa dentro di te. Dunque, la macchina è a fuoco da qui a qui.»
Mise le mani a mezzo metro di distanza l’una dall’altra. «Tienila a questa distanza dall’erba. Così avvolgi la pellicola. Schiacciando qui fai la foto. Tieni la macchina ben ferma. Stai facendo delle foto, non un film.» Mi ridiede la macchina fotografica. «Bene, ora fai vedere!»
Mi voltai e le scattai delle foto in alto e in basso e da tutti i lati, nord, est, sud e ovest, ciascuna foto a un pezzo di lei. Lei non si mosse, tranne verso la fine del rullino quando sporse dall’accappatoio una gamba piegata, nella classica posa della bellezza al bagno.
Le restituii la macchina.
«Misha, tu non mi stavi fotografando, mi stavi accarezzando. Adesso vai a casa! Domani ti farò vedere le foto.»
Stava sorridendo. Le piacevo.

Noi lo sappiamo: se in un romanzo il protagonista conosce la vicina più grande, bella, intelligente e brillante, se ne innamora e viene ricambiato, il romanzo finirebbe dopo tre pagine.

E infatti Acqua di mare di Charles Simmons non procede così, forse perché il grande amore dell’adolescenza tendenzialmente non è mai facile e non va mai a finire bene.
Non racconto come va a finire, anche se in una certa maniera lo possiamo leggere già nell’incipit, che in una riga racconta i due fatti intorno cui ruota la storia.
Tra questi due avvenimenti c’è passione e delusione, il caldo dei giorni assolati e il freddo delle notti, la freschezza dell’acqua e del vento. In questo romanzo c’è il racconto preciso e doloroso del primo amore, con le sue domande, i suoi arrovelli, la sua furia.

Acqua di mare di Charles Simmons è la descrizione semplice e precisa di un periodo della nostra vita, l’adolescenza, con le sue incertezze ed i suoi strappi, fino a quello finale: il passaggio nell’età adulta, e la fine della spensieratezza.

Acqua di mare di Charles Simmons pubblicato da SUR è il romanzo perfetto per questa estate. È un romanzo per sentire l’aria fresca sul volto, il calore del sole sulla pelle, il refrigerio dell’acqua ma anche il fuoco bruciante del primo amore che pensi ti cambierà tutta la vita.
Ed effettivamente questo primo amore cambia per sempre la vita del protagonista: leggetelo, per scoprire in che modo.

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