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Ninfa dormiente di Ilaria Tuti

Ninfa dormiente

È arrivato il momento che stavamo aspettando dall’anno scorso: è uscito Ninfa dormiente, il nuovo libro di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi.
Ilaria Tuti l’anno scorso era un’esordiente: ci arriva questo nuovo thriller di una giovane ragazza friulana e per noi è stato amore a prima vista. Abbiamo consigliato Fiori sopra l’inferno a tutti, e a tutti è piaciuto.
Naturale quindi che aspettassimo con una certa trepidazione il seguito, le nuove vicende del commissario Teresa Battaglia, il commissario per così dire più antipatico e respingente che la letteratura italiana di genere abbia prodotto negli ultimi anni.

Ninfa dormiente, il nuovo libro di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi, è la conferma che aspettavamo: Ilaria è bravissima.

Alla base di questo romanzo c’è un cold case: viene ritrovato in Friuli, tra bellissimi boschi, un oggetto oggetto che fa intuire che c’è stato un delitto nel 1945. Teresa Battaglia è sempre più malata e debole ma non stanca o doma: anzi, il carattere le si è fatto sempre più pungente e ostile nei confronti degli altri, che rifiuta e respinge anche se cercano di essere gentili con lei. Il fiuto, quello che la porta a risolvere i casi, è immutato, invece.

In letteratura si parla di “sospensione dell’incredulità” quando leggendo un bel libro anche se ci sono delle cose che sono strane in fondo non ce ne accorgiamo, perché la storia ci avvolge completamente.

Ninfa dormiente di Ilaria Tuti è un bellissimo caso di “sospensione dell’incredulità” perché succedono tante cose (veramente tante!) e ci sono una molteplicità di riferimenti a situazioni, momenti storici e moti dell’animo.

Eppure non ce ne accorgiamo perché leggiamo tutto d’un fiato questa vicenda che va ad abbracciare leggende, miti ma anche luoghi reali. Tant’è che mi ha messo anche voglia di andare in Friuli per vedere dal vivo la Val di Resia, una valletta minuscola non più lunga 18 chilometri, centro delle vicende. Sia nel passato, che nel presente.
Ninfa dormiente di Ilaria Tuti è un thriller che funziona e che appassiona anche per la molteplicità di piani temporali. C’è quello del 1945, c’è quello contemporaneo, ci sono una serie di rimandi e di flashback agli anni della giovinezza di Teresa Battaglia e di altri personaggi, utili per scoprire cose in più del loro vissuto e del loro percorso umano.

In fondo al volume ci sono poi tre pagine di note dell’autrice: consigli e approfondimenti, per così dire, perché quello che Ilaria Tuti racconta è in gran parte vero, anche se ovviamente un po’ ritoccato.

Esiste la Val di Resia, come l’intelligenza delle radici, come il rimando a un grande scrittore dell’antichità quale Plutarco. Sono addirittura reali due personaggi che aiutano Teresa nelle indagini, uno a due zampe ed uno a quattro, così romanzeschi ed incredibili che mai avrei creduto esistessero realmente. È bellissimo come Ilaria Tuti riesca a mescolare in una maniera così efficace la parte di invenzione con la parte di realtà.
C’è un grande sentimento della natura in Ninfa dormiente di Ilaria Tuti: parla dei boschi, dei fiori, della natura selvaggia e incontaminata in una maniera splendida e vibrante. Addirittura a un certo punto fa delle dei riferimenti all’intelligenza delle radici degli abeti secolari, tema che avevo già letto ne La nazione delle piante di Stefano Mancuso.

Tre motivi per leggere Ninfa dormiente di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi?

Il primo sicuramente è perché i tratta di un gran bel thriller, che noi consiglieremo per tutta l’estate per rilassarvi anche al mare. È un thriller dove c’è passione e una profondissima empatia nei confronti del dolore: sia di quello di Teresa Battaglia che degli altri protagonisti e coprotagonisti che vengono coinvolti in questa vicenda.
Il secondo motivo è perché è un libro che arricchisce. Come dicevo, in fondo ci sono tre pagine di note e spiegazioni grazie alle quali scopriamo cose nuove, “il che è bello e istruttivo” come diceva Guareschi in alcuni suoi libri. Ecco, un thriller che ti fa scoprire cose nuove a livello culturale non è una cosa che capita così spesso!
Terzo motivo: la natura. Ilaria Tuti racconta il mondo naturale, i boschi, i ruscelli, il ciclo delle stagioni del Friuli in maniera così coinvolgente che sembra di sentirne la frescura e che mette voglia di partire e passare questa calda estate tra quei boschi.

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