Recensioni

Questione di Costanza di Alessia Gazzola

Questione di Costanza

Questione di Costanza di Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi, è un libro che aspettavamo tantissimo fin da luglio, da quando abbiamo conosciuto dal vivo Alessia, il giorno seguente la sua vittoria al Premio Bancarella con Il ladro gentiluomo. Premio che ha ulteriormente “trainato” il suo romanzo Lena e la tempesta che è risultato tra i più letti nell’estate 2019 nella nostra libreria.
Questione di Costanza è un capitolo nuovo nella vita di questa giovane, bella, brava e premiata scrittrice italiana: Alessia ha messo da parte Alice Allevi, la protagonista della serie de L’allieva, serie finora di otto romanzi che le hanno dato fama, e inizia una nuova storia, con una nuova protagonista ed una nuova ambientazione.

Costanza Macallè è una ventinovenne che è un pesce fuor d’acqua sotto ogni aspetto e sotto ogni punto di vista.

È un pesce fuor d’acqua nel suo vivere quotidiano perché è una messinese che vive a Verona, e la città non le piace: fa freddo, è cupa, piove poco, e lei d’altra parte vorrebbe vivere a Londra, o comunque in Inghilterra. Finisce a Verona perché – e questo è il secondo motivo per cui è un pesce fuor d’acqua – fa un lavoro che non le piace.
Costanza è laureata in medicina ma si trova per caso a fare la paleopatologa cioè, come lei stessa dice, le toccherà studiare ossa di nobili morti nel Rinascimento per scoprire che morivano di gotta. La paleopatologia analizza cosa è successo ai cadaveri di persone morte da secoli, ed è come un anello tra l’archeologia e la medicina. A Verona c’è una cattedra di paleopatologia che indice un concorso: Costanza partecipa, arriva seconda di due, la prima si ritira e lei viene assunta.

Questo nonostante non senta alcuna attrattiva per la paleopatologia: lei vorrebbe curare o dedicarsi ai vivi, non certo ai morti.

Inoltre si trova a interagire con dei colleghi che sono storici e archeologi, gente che magari in pausa caffè le parla con entusiasmo della lotta per le investiture o dell’orientamento delle sepolture: “Tutti rivolti a est, verso Gerusalemme e la valle di Giosafat, sede del Giudizio, in linea con il simbolismo medievale”. Costanza lavorativamente vive in mezzo a conversazioni e chiacchiere che non fanno parte del suo background culturale e dei suoi interessi.

È un pesce fuor d’acqua anche nei rapporti familiari, in un certo senso: è una ragazza madre di ventinove anni con una bambina di tre. Flora, la piccola, ha un padre che però non c’è: di lui Costanza sa solo il nome e che suona al piano molto bene Bach.

La protagonista di Questione di Costanza di Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi, si trova in una città che non sente sua, fa un lavoro che non le piace e si trova in difficoltà nella gestione quotidiana degli impegni connessi a crescere da sola una bambina piccola.

Parallelamente nel romanzo si snoda la vicenda di Selvaggia di Hohenstaufen (1225 – ante 1245), figlia di Federico II Stupor Mundi, Sacro Romano Imperatore (1194-1250) e sposa di Ezzelino III da Romano, che governava su Verona e la Marca Trevigiana.
Questi flashback sono legati alle ricerche che sta compiendo il team con cui lavora Costanza: in seguito ad un ritrovamento particolare all’interno di una sepoltura sembra essere necessaria una indagine approfondita che va a toccare questa figura minore della storia.

Anche se c’è una indagine, siamo lontani dal mondo di Alice Allevi: c’è un cadavere, indubbiamente, e c’è da capire qualcosa, ma in fondo questo è il normale mestiere degli archeologi. Che sono diversi, per conoscenze e metodologie, dai medici, come appare spesso chiaro alla povera Costanza.

Durante una conversazione, ad esempio, stabiliscono che un defunto è stato trafitto con una punta di lancia e nelle ossa scalfite ci sono tracce di azoto: nessuno faceva le lance con l’azoto nel Medioevo. Questo scatena l’entusiasmo di un collega che coglie l’occasione per raccontare a Costanza di come nel momento della forgiatura alcuni armaioli utilizzassero l’urina per un qualche rituale magico-scaramantico.
Ovvia la sensazione di spaesamento di un normale medico che si trova in mezzo a queste conversazioni.
Questione di Costanza di Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi non è un giallo come quelli con Alice Allevi, anche se c’è un cadavere da studiare; non è naturalmente un saggio storico né un romanzo storico.

È un romanzo allegro e spensierato, nonostante la protagonista abbia vari problemi da affrontare, che riesce a toccare dei temi seri e importanti in maniera comunque non seriosa: gli affanni nel crescere una bambina senza padre e quelli lavorativi soprattutto, e di più non si può dire per non togliere il gusto nella lettura.

Nonostante tante volte ci venga da pensare che non ce la farà, lei non cede e con costanza (gioco di parole che ogni tanto fa sul suo nome) stringe i denti e va avanti riuscendo a spuntarla.
Sia nel lavoro che nella vita privata, per quello che vediamo in questo romanzo che sarà almeno il primo di tre, come ci ha confidato a luglio durante la presentazione di Lena e la tempesta.

Tre motivi per leggere Questione di Costanza di Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi?

Il primo, che forse risente molto del mio gusto personale, è che il romanzo termina con una bibliografia. Molte cose riportate nella storia sono vere e questo ci permette di conoscere il mondo della archeologia e della paleopatologia che, nonostante il termine estremamente serioso, è una scienza estremamente interessante e appassionante.
Secondo motivo è la descrizione di Verona. Alla messinese Costanza Macallè non piace, eppure mano a mano ne inizia a vedere la bellezza. Alessia, che mi risulta peraltro vivere essa stessa a Verona, ci racconta la città con garbata e bella partecipazione emotiva.

Il terzo motivo per leggere Questione di Costanza è la protagonista, che per quanto sia un pesce fuor d’acqua, per quanto ci dia l’impressione di non farcela, ce la fa.

Costanza si trova a scegliere tra quello che ha sempre voluto e quello che invece é giusto e in quel giardino dei sentieri che si biforcano che è la vita (per citare Borges) lei cerca di scegliere sempre per il meglio, con dignità e buona consapevolezza di sé.
Questione di Costanza di Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi è un bel romanzo, leggero ma non stupido, che merita di essere letto anche per scoprire come evolveranno alcune vicende raccontate che Alessia ha lasciato volutamente in sospeso.
Noi già aspettiamo il seguito!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *