vita da librai

La nuova legge sui libri. Spiegata bene

Tom_Gauld_Librai

Il 5 febbraio 2020 è stata approvata la nuova legge sui libri.
Noi librai siamo contenti, molti editori sono contenti, e lo dovrebbero essere anche i lettori.
La nuova legge sui libri è abbastanza ampia, tratta varie cose, eppure in tanti si sono concentrati sull’articolo che va a regolamentare sconti sui libri. Dicendo invariabilmente che questo farà comprare meno libri. Invece è il contrario, e noi proviamo a farvelo capire in maniera semplice, ed utilizzando dati matematici semplici.
Prima, però, una breve storia di questa legge.

Facciamo i nomi

La nuova legge sui libri è la 1421: Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura. La potremmo anche chiamare Legge Piccoli-Nardella dal nome di colei che la ha proposta, l’onorevole Flavia Piccoli-Nardella (PD) a cui va tutta la nostra gratitudine.
Questa legge è stata approvata il 16 luglio 2019 dalla Camera dei Deputati: Governo M5S – Lega – MAIE, Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Alberto Bonisoli (M5S) Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo della Repubblica Italiana.
Successivamente, dopo il via libera dalla Commissione Cultura del Senato, è stata approvata all’unanimità in Senato il 5 febbraio 2020: Governo M5S – PD – Italia Viva – LeU, Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Dario Franceschini (PD) Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo della Repubblica Italiana.
Per parlarne, ci rifacciamo al PDF presente sul sito del Senato.
Aprite quel link se volete leggerla nella sua interezza. Noi parleremo di alcuni articoli che ci sembrano più importanti.

Articolo 2: Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura

1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, adotta ogni tre anni, con proprio decreto, il Piano nazionale d’azione 1421-XVIII per la promozione della lettura, di seguito denominato «Piano d’azione»[…]
6. Ai fini dell’attuazione del Piano d’azione, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali è istituito il Fondo per l’attuazione del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, con una dotazione di 4.350.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020

Questo Piano di Azione si prefissa così tante cose che fate prima, se vi interessa davvero, ad andare direttamente a leggerlo. Quello che ci premeva sottolineare è che non sono, forse, solo belle promesse, dal momento che un po’ di soldi vengono tirati fuori.

Articolo 4: Capitale italiana del libro

1. […] il Consiglio dei ministri assegna annualmente ad una città italiana il titolo di «Capitale italiana del libro». La selezione avviene sulla base dei progetti presentati dalle città che si candidano al titolo di «Capitale italiana del libro». I progetti della città assegnataria del titolo sono finanziati entro il limite di spesa di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020. Il titolo di«Capitale italiana del libro» è conferito a partire dall’anno 2020.

Ci sembra una bella iniziativa: all’estro e alla fantasia dei singoli Comuni sviluppare una idea innovativa e coinvolgente. Quindi, ad esempio, nessun nuovo Salone/Fiera/Mercato/Festival del Libro, che tanto oramai quelli sono praticamente in ogni dove ed in ogni mese.

Articolo 6: Misure per il contrasto della povertà educativa e culturale

1. Per contrastare la povertà educativa e promuovere la diffusione della lettura, lo Stato, con le modalità di cui al comma 2,contribuisce alle spese per l’acquisto di libri, prodotti e servizi culturali da parte di cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati, attraverso l’istituzione della «Carta della cultura».
2. La Carta della cultura di cui al comma 1 è una carta elettronica di importo nominale pari a euro 100, utilizzabile dal titolare,entro un anno dal suo rilascio, nei paga-menti per l’acquisto di libri, anche digitali,muniti di codice ISBN. […] entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i requisiti per l’assegnazione della Carta. […]
3. Sono conferiti al Fondo di cui al comma 2 i proventi derivanti da donazioni,lasciti o disposizioni testamentarie di soggetti privati, comunque destinati allo Stato per il conseguimento delle finalità del Fondo.
4. Per i fini di cui al presente articolo, le imprese possono destinare alle finalità del Fondo di cui al comma 2 parte del proprio volume di affari, senza effetti ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive. Le imprese che destinano alle finalità del Fondo almeno l’1 per cento del loro volume di affari sono autorizzate ad utilizzare un logo del Ministero per i beni e le attività culturali che certifica il loro impegno nella lotta contro la povertà educativa e culturale.

Vogliamo continuare a dire che la Politica brutta e cattiva, assieme alla casta degli Editori e dei Librai, impedisce alla gente di leggere e di istruirsi? Al di là del fatto che continuano ad esistere le biblioteche pubbliche, da adesso con la nuova legge sui libri gli “economicamente svantaggiati” (ipotizzo che per individuarli si utilizzerà l’ISEE, un po’ come per le mense scolastiche) avranno un piccolo bonus per acquistare i libri.
E se dite che 100 euro sono poche, perchè da anni e non da oggi vi sta a cuore questa causa, nessun problema: potete donare i vostri soldi al Fondo apposito per aumentarlo!

Art. 8: Modifiche alla legge 27 luglio 2011, n.128, in materia di sconti sul prezzo di vendita dei libri.

2. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura e, anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza, alla tutela del pluralismo dell’informazione e dell’offerta editoriale»

Esistono altre leggi in Italia che limitano la concorrenza, se non lo sapeste.
In compenso non ricordo categorie di persone che pretendono lo sconto sui giga, sui nuovi modelli di telefoni, sui pranzi o le cene ai ristoranti (“una volta all’anno tutti i ristoranti di pesce devono fare il 25% sul menù!”), sul pane o sui mocassini. Ci sarebbe da capire come è nata la mentalità per cui se non ci sono sconti stabiliti e tutelati per legge sui beni di prima necessità (come il cibo) o voluttuari (smartphone, automobili, spa) nessuno protesta. Invece sui libri gli sconti ci devono essere.
Curiosamente i libri sono tra le pochissime categorie merceologiche il cui prezzo è imposto.
Un commerciante può comprare un buon prosciutto crudo estero a 5,90 € al chilo e decidere se rivenderlo a 16,90€, 18,90€, 21,90€ al chilo. Questi dati sono veri, ve li conferma il Libraio: lui li conosce perchè se ne occupa.
Invece un libro prezzato 19.50€ va venduto a 19.50€, ed il guadagno è sul margine, cioè sul prezzo che il rivenditore o la casa editrice fa al libraio, ultimo anello di una lunga filiera. Normalmente un libraio guadagna tra il 28% ed il 30% su un libro (su 19,50€ quindi circa 6€) e con quelle deve pagare tasse, spese e vivere.
Ne avevamo parlato a lungo qui.

Chi poteva fare grossi sconti e perchè

Allora perché i libri all’Esselunga, alla Coop, al Carrefour, su Amazon, nelle Mondadori hanno fin da subito lo sconto del 15%, comunque permesso dalla precedente legge sul libro?
Se voi dovete piastrellare il bagno, vi servono magari 10 metri quadrati di piastrelle, e il venditore vi farà un prezzo al metro quadrato. Se ne dovete piastrellare cinquanta, perché avete un albergo da ristrutturare, andrete dal grossista ed il prezzo al metro quadrato sarà molto molto più basso.
Quando doveva uscire il nuovo libro di Elena Ferrante noi ne abbiamo preordinato 30 copie, con un margine di sconto credo del 29%.
La Unicoop Tirreno, che è la sezione per Toscana e Lazio del supermercato che tutti conosciamo, ha 173 punti vendita: se ne avesse preordinate trenta per ognuno ne avrebbe richieste 5190.
“Dai, facciamo che alla data di uscita me ne mandi 7000, però mi fai più sconto”
“Per 7000 ti posso fare un 40%, se però mi arrivi a 8000 salgo al 45%”
Il dialogo qua sopra è ovviamente inventato, ma chiunque ha una minima idea di compravendite economiche sa che il meccanismo è questo.
Quando si ottengono in partenza margini così alti era facile vendere fin da subito con il 15% di sconto, avendo ugualmente un notevole margine di guadagno.

Perchè i prezzi si abbasseranno

2. I commi 2, 3 e 4 dell’articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n.128, sono sostituiti dai seguenti:
«2. La vendita di libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, è consentita con uno sconto fino al 5 per cento del prezzo apposto ai sensi del comma 1.
Il limite massimo di sconto di cui al primo periodo è elevato al 15 per cento per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo.

La possibilità di mettere in vendita libri nuovi, fin dal primo giorno, con il 15% cosa ha prodotto, oltre alla curiosa mentalità per cui i libri DEVONO ESSERE scontati?
Ma ad un rialzo del prezzo di copertina, naturalmente.
Anche in questo caso non serve essere dei luminari dell’economia.
Per spiegare il meccanismo utilizziamo il semplice, immediato ed intuitivo diagramma di flusso disegnato da Andrea Geloni, libraio alla Libreria Nina di Pietrasanta.
Diagramma_flusso_prezzo_libriSemplice, vero?
Per fare un paragone, è come quando arrivano i saldi. Puntualmente la televisione ricorda a tutti di controllare i prezzi dei vestiti prima dei saldi, perchè ci potrebbe essere qualche negoziante che li ritocca.
Il cappotto che a novembre costava 300€ improvvisamente riporta sul cartellino 450€ ma con un appetibilissimo sconto del 60%. Così voi comprate a 180€ il cappotto pensando di averlo preso a meno della metà del prezzo… ma non è così.
Quindi adesso cosa succederà?
Che se una casa editrice vorrà guadagnare X, metterà proprio quel prezzo di copertina, e che i prezzi gonfiati dalla possibilità di essere subito venduti in sconto inizieranno a calare.

A chi piace e a chi no

Questa nuova legge sui libri, sul medio periodo, abbasserà i prezzi dei libri.
Lo dicono tutti i librai.
Liberi di non credere a noi, sordidi bottegai che vogliamo i vostri soldi e vogliamo addirittura vivere del nostro lavoro.
Magari però potreste credere a qualcuno che se ne intende, tipo Marco Zapparoli, editore di Marcos y Marcos.

“Questa Legge, al contrario di quanto sostiene il presidente dell’Associazione dei grandi editori, permette un controllo e una decrescita dei prezzi effettivi. Gli sconti selvaggi si ripercuotono prima di tutto sulle famiglie di chi lavora nell’editoria e sul prezzo di copertina dei libri, che viene sistematicamente aumentato proprio per ‘compensare’ questi sconti”

Il presidente dell’Associazione dei grandi editori è Franco Levi: la precedente legge, quella cancellata dalla nuova legge sul libro, era sua.
Marco Zapparoli è presidente di ADEI, Associazione degli Editori Italiani, che ha fortemente sostenuto questa legge e di cui fanno parte come soci, tanto per fare qualche nome, editori quali Laterza, Lindau, E/O, minimum fax, Emons, Add, Iperborea…
Era invece fortemente contraria AIE, Associazione Italiana Editori, di cui fanno parte tra gli altri i tre grandi gruppo editoriali italiani: Mondadori, Giunti, GeMS. I primi due, come l’altro membro di AIE Feltrinelli, possiedono proprie librerie.
Sono anche contrarie certe vaporose professioniste dell’unboxing e dei bronci fotogenici, wannabe bookinfluencer che passano le giornate a spacchettare libri che le case editrici mandano loro in regalo, e che non ci risultano in alcun modo avere conoscenze teoriche o pratiche legate all’economia, all’editoria, al commercio al dettaglio e all’ingrosso.

I limiti massimi di sconto di cui al primo e al secondo periodo si applicano anche alle vendite di libri effettuate per corrispondenza o tramite piattaforme digitali nella rete internet. I limiti massimi di sconto di cui al primo e al secondo periodo non si applicano alle vendite di libri alle biblioteche, purché i libri siano destinati all’uso dell’istituzione, restando esclusa la loro rivendita.

Ecco, quelli che stanno dicendo che è una legge voluta dalla casta dei librai, e che loro compreranno d’ora in poi solo su Amazon… auguri, procedano pure!

3. Per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale, le case editrici possono offrire sul prezzo di vendita dei propri libri uno sconto maggiore del limite di cui al comma 2, primo periodo, ma comunque non superiore al 20 per cento del prezzo apposto ai sensi del comma 1. L’offerta è consentita nei soli mesi dell’anno, con esclusione del mese di dicembre, stabiliti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, da adottare, in sede di prima attuazione, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L’offerta non può riguardare titoli pubblicati nei sei mesi precedenti a quello in cui si svolge la promozione. È fatta salva la facoltà dei venditori al dettaglio, che devono in ogni caso essere informati e messi in grado di partecipare alle medesime condizioni, di non aderire a tali campagne promozionali.

Oddio, ma allora tutti quelli che dicono che la nuova legge sui libri vieta gli sconti… forse non la hanno letta bene?
Piccola nota a margine: anche con la legge precedente gli sconti erano vietati a dicembre.

4. Sono vietate iniziative commerciali, da chiunque promosse, che accordino sconti superiori ai limiti previsti dal comma 2, anche nel caso in cui prevedano la sostituzione dello sconto diretto con la consegna di buoni spesa utilizzabili contestualmente o successivamente all’acquisto dei libri sui quali sono riconosciuti»

La nuova legge sui libri va a troncare una situazione che negli anni passati ho costretto a chiudere un gran numero di librerie a carattere familiare che lavoravano molto sulla scolastica.
Fino all’entrata in vigore di questa nuova legge sui libri si può comprare i libri scolastici e bypassare il tetto di sconto massimo normato con la consegna di buoni.
In pratica invece che spendere 250€ di libri per la Prima Media in libreria si spendono in una grande catena di supermercati: si ottiene un buono da 25€ (o più) per comprare la pasta, il pane, un paio di ciabatte, oppure una parte di cancellerie necessaria alla scuola.
Risulta evidente come questo meccanismo abbia asfaltato librerie e piccole cartolerie.

Articolo 9: Qualifica di «libreria di qualità»

1. Al fine di promuovere un ampio pluralismo culturale ed economico nonché di accrescere la qualità della lettura, è istituito,presso il Ministero per i beni e le attività culturali, l’Albo delle librerie di qualità.
2. Nell’Albo delle librerie di qualità sono iscritte, su loro domanda, le librerie aventi i requisiti stabiliti dal decreto del Ministro peri beni e le attività culturali […]
4. L’iscrizione è riservata alle librerie che esercitano in modo prevalente l’attività di vendita al dettaglio di libri in locali accessibili al pubblico e che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell’offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio. Nella definizione dei requisiti, si tiene conto dell’assortimento diversificato di titoli offerti in vendita, della qualità del servizio, delle attività di proposta di eventi culturali, dell’adesione ai patti locali per la lettura […].

Questa è una cosa che ci fa piacere, e pensiamo di avere i requisiti. Vi faremo sapere se potremo fregiarci del bollino di qualità! Speriamo che questa benevola medaglietta spinga tutti noi a lavorare ancora meglio, e non incentivi vanterie e pose…
Aggiungiamo comunque che, a differenza di certi servizi di vendita online, gran parte delle librerie già adesso organizza presentazioni ed eventi atti ad avvicinare le persone al mondo dei libri.

E all’estero?

Facciamo nostra anche una parte delle riflessioni fatte sulla legge sul libro delle bravissime colleghe ed amiche della Libreria Dante di Longo:

In Francia c’è solo lo sconto del 5%, in Germania non c’è sconto. In alcuni periodi dell’anno, come sarà anche da noi, ci sono saldi dei libri con uno sconto che potrà arrivare al 20%.
Il fatto che in questi paesi lo sconto sia così basso e limitato, ha aiutato a mantenere più bassi i prezzi dei libri e a mantenere aperti più punti vendita, diversi tra loro (indichiamo questi due elementi perché sono i più discussi ora). In entrambi i paesi i lettori sono molto più numerosi che in Italia pur essendoci uno sconto limitato o addirittura nessuno sconto.
All’estero la legge sullo sconto non ha portato a una crisi dei lettori e ha invece garantito un mercato più equo (se può esistere) per i vari operatori.

In Germania, poi, la legge deve funzionare decisamente bene, dal momento che è ancora quella del 1888, regnante Sua Maestà Guglielmo I Imperatore Tedesco, al governo come Cancelliere Sua Eccellenza il principe Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen.

Una legge perfetta?

Questa legge non è perfetta perché, non giriamoci intorno, non esistono leggi perfette, solo leggi perfettibili.
Viviamo in un paese in cui il 10% delle famiglie non ha libri in casa e il 60% delle persone in un anno non ha letto un libro, se non per motivi scolastici o professionali: qui tutti i dati ISTAT. E questo è un problema sociale, che di sicuro non si risolve solo aiutando noi piccoli commercianti.
Eppure, e continuiamo citando le nostre amiche di Ravenna:

Con questa legge è stato fatto un passo importante, per la prima volta in Italia. Il Parlamento all’unanimità riconosce “l’importanza strategica della lettura per il progresso civile, sociale ed economico della Nazione, e per la formazione e il benessere dei cittadini”.
Per cui la strada è stata almeno aperta al sostegno della lettura e al mondo del libro.”

Viviamo in un paese in cui negli ultimi cinque anni 2300 circa librerie hanno chiuso i battenti.
I motivi sono legati probabilmente sia agli scoraggianti dati ISTAT riportati qui sopra, sia ad un regime concorrenziale che ha schiacciato le realtà minori, magari presenti in aree geografiche meno servite.
La nuova legge sui libri pensiamo, e speriamo, gioverà a tutti.
Gioverà ai lettori con l’abbassamento del prezzo di copertina; ai molti editori più piccoli che portano avanti il concetto di bibliodiversità; alle librerie indipendenti e a chi vorrà aprirne una, andando a servire quelle zone che ne sono prive.
Per tutto il resto non ci preoccupiamo: il futuro sarà quello raffigurato dall’illustratore Tom Gauld nel suo In cucina con Kafka:
Tom_Gauld_Librai

3 pensieri su “La nuova legge sui libri. Spiegata bene

  1. Tutto bene. Ma dove sta scritto che le case editrici debbano (non possano) abbassare i prezzi? Il loro margine di guadagno è comunque sempre calcolato sul prezzo di copertina indipendentemente dal prezzo a cui il libraio venderà e quindi quale diverso vantaggio ricavano dalla nuova legge? Si presume che non scontando si vendano più libri? Anche con il 15% di sconto i libri non venivano mica regalati ma almeno si aveva l’impressione (impressione dico) di potersi permettere la spesa. Era un semplice alibi psicologico e ora ci è stato tolto anche questo. E comunque, spero che con l’eliminazione dello sconto le librerie possano proliferare aumentando la clientela che felice di pagare i libri a prezzo pressochè pieno ne acquisterà di più fidando nel loro ribasso a monte, ribasso che certamente il legiferatore terrà sotto controllo dandone notizia periodica a noi, lettori, in ciò aiutato dai librai he hanno il polso della situazione.

  2. La legge sullo ‘sconto’ dei libri dal 15 al 5% spero funzioni per le librerie. Da parte mia comprerò qualche libro in meno, pazienza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *