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I cieli di Philadelphia di Liz Moore

Cieli_Philadelphia

I cieli di Philadelphia di Liz Moore pubblicato da NN Editore è tante cose.
In prima battuta è un giallo: ci sono delle ragazze di strada che vengono uccise e c’è una poliziotta testarda non si accontenta della spiegazione più semplice e della indifferenza del resto della polizia nei loro confronti.
È anche una storia famiglia perché la poliziotta ha una sorella, un bambino di 5 anni e una famiglia complicata e poco gestibile.

È infine anche uno spaccato degli Stati Uniti come forse non ce li aspettiamo.

La narrazione è ambientato a Kensington, che magari a noi fa pensare al quartiere chic londinese, e infatti il quartiere di Kensington a Philadelphia prende proprio da lì il suo nome.

Kensington è uno dei quartieri più recenti di quella che, per gli standard americani, è l’antica città di Philadelphia. È stato fondato negli anni Trenta del Settecento da un inglese, Anthony Palmer, che aveva acquistato un anonimo pezzo di terra e l’aveva battezzato con il nome di quello che all’epoca era il luogo di residenza preferito della monarchia britannica […]
Il confine orientale dell’attuale Kensington si trova a un paio di chilometri dal fiume Delaware, ma allora seguiva direttamente il corso del fiume, quindi le prime industrie della zona furono la carpenteria navale e la pesca. Ma a metà del diciannovesimo secolo iniziò una lunga carriera di centro manifatturiero. Negli
anni di maggior splendore produceva con orgoglio ferro, acciaio, fibre tessili e, molto appropriatamente, farmaci. […]
Oggi, Kensington è solcato da due arterie principali: Front Street, che porta a nord lungo il confine orientale della città, e Kensington Avenue, in genere chiamata “l’Avenue” (appellativo che può essere amichevole ma anche sprezzante, a seconda di chi lo pronuncia), che inizia dalla Front e poi vira verso nordest. […]
Quasi tutte le transazioni (droga e sesso) che si svolgono a Kensington iniziano su una di queste due strade e finiscono in una delle case o dei lotti abbandonati che affollano i vicoli e le strade secondarie del quartiere. Le attività commerciali che si aprono sulle due arterie principali sono saloni di manicure, take-away, negozi di cellulari, di elettrodomestici, ferramenta, negozi tutto-a-un-dollaro, banchi dei pegni, mense per i poveri, uffici di associazioni benefiche e bar. Circa un terzo delle vetrine è sbarrato.

Già questo dà idea di come il mondo lo statunitense sia l’opposto del nostro: i ricchi benestanti stanno nelle periferie nelle città in belle villette con giardino, le fasce sociali più basse in centro tra i vicoli ed i palazzi di mattoni con le scale d’emergenza, quelli che abbiamo visto in tanti film.

Se quindi i I cieli di Philadelphia di Liz Moore pubblicato da NN Editore è ambientato in centro, vuol dire che sarà una storia di persone senza speranza: tossici, disadattati, prostitute.

In questo senso leggere questo libro è per noi italiani come fare un passo in un mondo lontanissimo, sia geograficamente che cronologicamente.
Siamo in un quartiere storico cittadino che pure assomiglia alle nostre peggiori periferie e, sebbene ambientato oggi, ci riporta indietro nel tempo, magari negli Anni Ottanta, ai tempi dell’eroina.
Quello che Liz Moore racconta di Kensington è tutto vero, anche se specifica che solo in parte si è basata su accadimenti reali: il substrato sociale e culturale è drammaticamente così come lo dipinge.
Realmente Philadelphia è una delle città dove oggi si muore di più eroina negli Stati Uniti e nel mondo.

Le ragazze che vengono uccise e che citavo prima sono delle tossiche che si prostituiscono per avere i soldi o avere in cambio droga: la protagonista Micaela, chiamata da tutti Mickey, è una poliziotta che ha una sorella, Kacey, che non vede da tempo e con cui ha interrotto tutti i rapporti da cinque anni.
O meglio, la vede solo quando la deve arrestare per adescamento, rissa, spaccio e per tutti i reati legati al fatto che la sorella è una tossica dall’età di 15 anni.

Ecco dunque la storia di famiglia: abbiamo due sorelle, una che cerca disperatamente di proteggere e di tutelare l’altra, che è allo sbando e lo è fin dall’adolescenza.

Ambedue sono figlie di due genitori morti di eroina, la madre quando loro erano molto piccole mentre il padre che si faceva un giorno è scomparso e solo anni dopo è giunta loro notizia che era anch’esso morto di overdose in un campo.
Sono cresciute con la nonna Gee, che non è la dolce nonnina delle favole: è una donna dura che ci può sembrare crudele, ma il dolore per la perdita della figlia per l’eroina le ha chiuso il cuore.
Gee è una figura terribile, non ha un solo momento di tenerezza verso le due nipoti.
Bisogna ammettere che la protagonista, Micaela Fitzpatrick, può stare simpatica fino a un certo punto: cresciuta in una famiglia disastrata e senza affetto, ha cercato sempre di fare la cosa giusta, di essere proba, ligia, volenterosa, senza un cedimento e senza lasciarsi andare.
Ma se Mickey non risulta simpatica alla nonna, alla famiglia, sul lavoro, la possiamo anche un po’ comprendere: ha avuto una vita disastrata e tutto l’amore che prova (e che in passato l’ha portata anche a fare grandi sbagli) lo riversa su Thomas, il bambino di cinque anni che vive con lei.
Naturalmente c’è una brutta storia anche dietro alla figura del padre di Thomas.

Con questi ingredienti allora si realizzano quelle condizioni che, secondo Sciascia, permettevano ad un giallo di essere un noir: utilizzando un delitto come base di una storia si va a mostrare le dinamiche sociali.

I cieli di Philadelphia di Liz Moore pubblicato da NN Editore racconta una parte di Philadelphia allo sbando: alla disastrata famiglia di Mickey (la sorella prostituta, il cugino spacciatore) si affiancano i poliziotti corrotti, le prostitute che si vorrebbero redimere ma poi il gorgo della droga le trascina via, gli spacciatori, la miseria.
Mickey anche se certe volte non è simpatica perché è testarda, scostante, ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, ha obiettivamente un grandissimo cuore che trabocca di amore per Thomas e la sorella.
Con la vita che fa Kacey è ovvio che Mickey sia tanto preoccupata: una delle vittime potrebbe essere la sorella che non vede da mesi. Proprio per questo si fa carico di una indagine che non interessa a nessuno Peccato che lei sia una poliziotta e agli abitanti di Kensington i poliziotti non piacciono.
Per scoprire la verità violerà le regole e si caccerà nei guai, e azione dopo azione peggiorerà la propria situazione perché totalmente nell’empatia e nello smussare i propri spigoli.

È un romanzo diviso: tra due sorelle, tra due mondi ma anche tra due epoche perché la storia si alterna nei capitoli tra Allora e Adesso.

Allora sono gli anni dell’infanzia di Kacey e Micaela, quando è morta la madre, quando erano bambine, sempre assieme, quando sono diventate adolescenti e mano a mano la loro vita è iniziata a prendere strade molto diverse.
Adesso segue le indagini di Mickey, giovane donna di trentun’anni che cerca di scoprire la verità sull’assassino ma anche che fine ha fatto Kacey.
Nonostante sia un romanzo di circa 450 pagine, io l’ho letto in due notti, freneticamente.
Anche se mostra delle cose molto sgradevoli (violenza, sopraffazione, droga, disperazione, povertà culturale e umana), leggendolo non riesci a fermarti e ti trovi, pagina dopo pagina davanti a una protagonista per cui tifare.
Questo anche se certe volte venga da prenderla sberle dicendole: “Ma no! Non si fa così! A 31 anni dovresti aver capito come gira il mondo!”

Eppure tifi per Mickey e vuoi sperare che ce la faccia: a trovare l’assassino e a trovare Kacey (viva!), e che in qualche maniera il suo amore per la sorella riesca a salvarla.

Tre motivi per leggere I cieli di Philadelphia di Liz Moore pubblicato da NN Editore?
Il primo è conoscere una realtà, quella dei quartieri popolari di Philadelphia, così lontana da noi sotto molteplici punti di vista.

Poi perché è uno splendido romanzo d’amore tra sorelle, che restano legate nonostante le tante brutte esperienze che le hanno portate a essere distanti.

Infine è un ottimo romanzo giallo, dove il lettore segue passo passo per questi vicoli sporchi e sudici fatti di case abbandonate o occupate la poliziotta testarda e testona. E non si può non fare il tifo per lei, perchè riesca a risolvere il caso, la sua vita, a salvare sua sorella e le altre ragazze di Kensington, Philadelphia.

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