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Hard Cash Valley di Brian Panowich

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Hard Cash Valley di Brian Panowich pubblicato da NN Editore è un grandissimo romanzo di amore, morte, galli e canne di bambù.
Si tratta di un poliziesco e Brian Panowich ci fa entrare subito nel bel mezzo della vicenda, fin dalle prime righe:

Arnie Blackwell sudava freddo.
Sull’aeroporto aveva sudato così tanto che gli sembrava di essere appena uscito dalla doccia completamente vestito. […] ora si trovava nell’area di ritiro bagagli al piano terra dell’aeroporto di Jacksonville, stretto tra tutti gli altri passeggeri in attesa che sul nastro trasportatore comparissero come per magia poco più di cinquecentomila dollari.

Hard Cash Valley è un poliziesco: questo mezzo milione di dollari sono solo la parte di un bottino molto più grosso ed esentasse, come lo definisce l’uomo dell’FBI, e porteranno con sé una serie incredibile di morti.

Ho contato almeno venti omicidi, tutti di una notevole violenza.

Per indagare su questo bel malloppo, per cercare di fermare i morti e per mettere le mani su un ragazzino che in qualche maniera è collegato a tutta questa vicenda, entra in scena il detective Dane Kirby. Prima era un pompiere, adesso è un uomo spezzato. Dane soffre di depressione.

Nella maggior parte dei casi si sentiva come uno spettatore dietro le quinte della propria vita. Pensava che le cose sarebbero andate diversamente una volta acquistata quella casa, ma non era successo. Credeva che tutto sarebbe cambiato quando aveva permesso a Misty di trasferirsi da lui, si illudeva di poter avere ancora una parvenza di vita normale. Ma si sbagliava. Il più delle volte si sentiva vuoto e inanimato come fantasmi che erano sempre al suo fianco.

Eppure Dane viene scelto dall’Fbi per indagare perché un uomo che è nato e cresciuto all’ombra di queste montagne.
Brian Panowich ha già pubblicato due libri incentrati su Bull Mountain: Bull Mountain e Come leoni e quindi ambientati nella stessa zona.

Naturalmente potete leggere Hard Cash Valley anche se non avete letto i due precedenti, perchè ci sono solo dei riferimenti vaghi, ma se non lo avete fatto vi consiglio assolutamente di recuperarli.


In questa indagine Dane è affiancato, come si usa nella polizia americana, da una collega. La detective Rosita Vasquez è una donna arrogante, odiosa, supponente, razzista e fastidiosa, eternamente sdegnata dal dover indagare con lui.
Bull Mountain si trova in Georgia; Rosita è dell’Alabama, proviene dalla città e si trova a lavorare nelle contee rurali, sbagliando anche abbigliamento.

Una cosa che a me piace molto dei libri che pubblica NN è l’attenzione rivolta a aspetti degli Stati Uniti che magari noi non abbiamo ben presente.

Si parla tantissimo delle profonde inimicizie razziali che ci sono tra i vari gruppi etnici statunitensi, ma molto meno del disprezzo profondo e atavico fra le città e le campagne. I primi guardano gli altri come degli zoticoni incivili, e Rosalita non si fa problemi a appellare così Dane e tutti gli abitanti di Bull Mountain, anche quando sono presenti.

La gente di città era uguale a quella del nord, se non peggio. Avevano un modo di parlare, gesticolare, addirittura sorridere diverso dalle persone che lui conosceva, e si comportavano in maniera del tutto differente da quelle con cui aveva sempre avuto a che fare sulle montagne. La gente che viveva nelle zone pedemontane aveva un carattere alla mano che non si trovava nella Georgia centrale o in qualsiasi area metropolitana. Tutti quelli che vivevano in pianura dovevano sempre andare da qualche parte, e arrivarci prima di subito. Dane non ci si era ancora abituato.

Questa coppia estremamente improbabile e che non lega assolutamente deve indagare e scoprire dov’è un ragazzino ed un milione duecentomila dollari.

Tutto questo partendo da un mondo a cui noi non penseremmo mai. E neppure Rosita che per un po’ pensa di venire presa in giro: il mondo dei combattimenti tra galli.

Il milione e duecentomila dollari sono frutto di un giro di scommesse sui galli.

La fattoria dei Rockdale non era la striscia di prateria più grande di McFalls County, ma di certo era una delle più conosciute. Era anche diventata una delle arene per il combattimento di galli più famigerate di tutti gli Stati Uniti. […] Il combattimento fra galli era una di quelle cose che si vedevano in tv, nei vecchi film di Sergio Leone, non sulle colline della Georgia del Nord, e nei film non era di certo vissuto con la stessa intensità di emozioni condivisa dai suoi reali partecipanti. C’era gente che arrivava a definirla perfino un’esperienza mistica.

Vi ho detto che Hard Cash Valley di Brian Panowich è una storia d’amore, di morte, di galli e di canne di bambù.
La morte è quella di una ventina di persone uccise in maniera estremamente cruenta, a cui si collega il milione e duecentomila dollari e un bambino scomparso, e tutto per le scommesse tra galli.

L’amore è quello che brucia l’animo di Dane, uomo depresso al centro di una grandissima storia d’amore con Gwen. E con Missy.

Per capire come questa storia d’amore sia bellissima, profonda, dolorosa e coinvolgente, ma anche distruttiva, bisogna leggere questa detective story che travalica il “genere” e diventa anche romanzo delle contraddizioni umane.
Io lo ho trovato veramente strepitoso e eccezionale per l’altalenarsi di momenti di profonda empatia – anche se Dane è un uomo depresso, agisce con determinazione per raggiungere la verità – con scene di violenza incredibile a momenti di profondissima tenerezza o di divertita ironia. perchè non si può non ridere vedendo l’altera e saccente Roselita che finisce tutta elegante in mezzo ai polli e ai contadini zotici che masticano lo stelo del grano col fucile ad armacollo.

Tre motivi per leggere Hard Cash Valley di Brian Panowich e pubblicato da NN Editore?

Il primo è perché tornare a Bull Mountain è un’esperienza bellissima, e davvero dovreste leggere tutti i tre romanzi. Ancora una volta NN ci porta in quei luoghi meno conosciuti degli Stati Uniti, come era l’Ohio Valley in Lady Chevy o i monti Ozark ne La versione della cameriera.

Ci permette così di vedere con un ottica più completa le divisioni, le contraddizioni e gli odi negli Stati Uniti.

La seconda è la poetica del piccolo paese, tema a me molto caro. Dean nelle sue indagini si trova ad avere a che fare con le persone che conosce da sempre. Lui, uomo di mezza età, deve interrogare o chiedere aiuto al vecchio amico o l’ex compagno di scuola, persone che conosce da tutta una vita e con cui ha avuto dei trascorsi. Questo vuol dire anche spiegare alla donna di città – che inoltre non capisce le dinamiche dell’amicizia maschile – come nei paesi ci sono legami che durano per sempre perchè cercare non è facile uscire da quel mondo piccolo e sempre uguale.

Noi eravamo un mucchio di sfigati, cresciuti in una cittadina in cui non c’erano molte occasioni per combinare qualcosa, ma Ned era sveglio, divertente e motivato; non gli mancava nulla. Era esperto di computer e roba simile prima ancora che molti di noi avessero sentito parlando di internet. Aveva ottenuto una borsa di studio per andare al college, una cosa che non succede spesso da queste parti. Se nasci qui, rimani qui. Puoi lavorare per tutta la vita alle cave di granito, ammazzarti con l’alcol o finire a cucinare metanfetamine per i Burroughs su a Bull Mountain, ma qualsiasi strada tu scelga, di solito ti tocca una vita di merda, e alla fine muore qui.

Chi è Ned? Non lo ho mai nominato, ma anche lui è al centro di una grandissima e peculiare storia d’amore. Oltre ad essere parte di una maestosa storia d’amicizia.

Il terzo motivo sono le canne di bambù, e l’importanza delle canne di bambù nella vita di una persona.

In questo caso non vi posso anticipare niente: dovrete andare a leggerlo e poi non guarderete mai più una canna di bambù come la guardavate prima.

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