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Tre gocce d’acqua di Valentina D’Urbano

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Tre gocce d’acqua di Valentino D’Urbano pubblicato da Mondadori è, secondo me, Cime tempestose che incontra Zerocalcare.
Questo perchè è la storia di una ossessione che diventa amore, di un amore che diventa ossessione, una storia di rabbia e di dolore in cui si dibattono protagonisti duri e sconquassati dalle passioni fin nel profondo.
Però qui non ci sono brughiere scozzesi: siamo oggi a Roma e scorre sullo sfondo, per poi diventarne protagonista, una certa parte di storia d’Italia e del mondo.

Le tre gocce d’acqua del titolo sono tre fratelli, che in realtà non sono fratelli perché non c’è una parola per dire quali sono i loro rapporti.

C’è Pietro, rosso di capelli, diciamo un intellettuale, uno che crede nell’impegno e che ha per parte di padre una sorella minore di sette anni, Celeste. Invece per parte di madre ha un fratello, anch’esso minore di sette anni, che è Nadir. Celeste e Nadir sono coetanei ma non hanno un rapporto di sangue tra loro, il loro rapporto è quello con Pietro, baricentro delle loro tre vite.
Proprio Pietro, mediatore e riflessivo, è l’equilibrio per Celeste e Nadir, che sono tutto istinto e passione. Nadir è l’Heathcliff della situazione, e proprio come lui, a un certo punto qualcuno lo definisce “brutto, sporco e nero che sembrava uno zingaro”. Fortunatamente Valentina D’Urbano sa usare bene le parole reali che si dicono, e in tutto questo romanzo non c’è nessuna edulcorazione della realtà.

Tanto quanto in Tre gocce d’acqua di Valentino D’Urbano pubblicato da Mondadori Nadir è Heathcliff così Celeste è Catherine.

Anch’essa è ammalata: non ha la tubercolosi ma fin da piccola si scopre che ha le alle ossa fragili per una forte osteoporosi. Già nelle prime pagine chiudendo una finestra con un polso si rompe il polso e suo padre, che è poi anche quello di Pietro, mette la gommapiuma a tutti gli spigoli in casa. Per quelli che hanno più o meno l’età mia e di Valentina D’Urbano non può non venire in mente il fragile vecchietto de Il favoloso mondo di Amélie.
Celeste però è tutto meno che fragile. Valentina avrebbe potuto proporci una protagonista debole e malata, chiusa in sé stessa, ma in realtà non sarebbe stato assolutamente da lei.

Celeste è dura, forte, caparbia, tutta istinto, anche antipatica certe volte, così antipatica che verrebbe voglia di picchiarla sulla gamba sana (sana… su quella meno malata diciamo). Anche se tutti intorno a lei cercano di proteggerla lei non sta ferma un attimo, nè si chiude in se stessa: vuole avere, vuole fare, vuole essere.

Tra le varie cose che vuole avere, sicuramente vuole avere Pietro, il fratello maggiore idolatrato e adorato, tutto per sé. Ma c’è anche Nadir e dal primo momento in cui si incontrano, quando hanno più o meno dieci anni, si prendono per i capelli e non in senso figurato. Si affogano, litigano, cercano ognuno di essere il fratello preferito.

Pietro si barcamena un po’ tra questi due ragazzetti però la loro è un’ossessione che ne che permea tutta la vita e poi muta, col mutare dei suoi protagonisti.
Tre gocce d’acqua di Valentino D’Urbano pubblicato da Mondadori è una storia che si svolge più o meno lungo una trentina d’anni. I protagonisti sono piccoli negli Anni Novanta ed erano “vestiti male come solo si poteva essere vestiti male degli Anni Novanta” scrive Valentina, cercando di elaborare un trauma che ben capisco.
Quando Pietro è un adolescente impegnato che crede in determinati valori va a Genova nel 2001 facendo spaventare la famiglia. Poi inizia a studiare il mondo orientale e medio-orientale e arriva la Primavera Arabe.

Intanto i fratelli minori, mentre la Storia passa davanti ai nostri occhi, vanno a studiare a Londra, si scambiano mail e alla fine arriva anche l’onda della primavera araba 2011 con le prime rivolte in Siria.

La guerra civile siriana e le lotte dei curdi per l’indipendenza sono quella parte cui facevo riferimento prima parlando di Zerocalcare, essendo i temi di Kobane Calling.
La Storia dallo sfondo inizia a diventare sempre più presente e a un certo punto Pietro, il professore, l’intellettuale dai capelli rossi, decide di andare in Siria di persona mentre arrivano anche i primi flussi migratori e Celeste e Nadir li incrociano dal vivo durante una vacanza in Grecia.

Col passare degli anni e delle esperienze il rapporto conflittuale e ossessivo -che non può essere risolto con una sola parola- fra Celeste e Nadir diventa sempre più stretto e tortuoso, come un nodo che graffia la pelle.

Tre gocce d’acqua di Valentino D’Urbano pubblicato da Mondadori è un romanzo che non è solo d’amore, che non è solo una storia familiare. È una storia di passioni, di persone dall’animo in fiamme che cercano di avere quello che desiderano o che non sanno cosa desiderano e cercano di capirlo mentre tutto intorno le cose si fanno sempre più difficili.
Nadir infatti, il bambino piccolo sporco e brutto, diventa un giovane uomo selvatico, incostante e complicato. Celeste crescendo malata diventa sempre più un “riccio di mare” – come la chiama Pietro -, coperta di aculei respingenti eppure come il riccio di mare è estremamente fragile. Tra loro Pietro, appunto, quello che sembra un uomo di studi ma in realtà è un uomo mosso da passioni che gli faranno fare delle scelte estremamente rischiose in prima persona.
Intorno a questi tre non-fratelli che si assomigliano come tre gocce d’acqua ci sono gli amici e i genitori, e la madre di Nadir che diventerà il medico curante di Celeste sarà per lei una sorta di seconda madre. In questo triangolo strettissimo di tre anime tormentate ci sono fidanzati e fidanzate che però gravitano attorno come satelliti senza riuscire ad entrare nel loro complicate dinamiche.

Tre motivi per leggere Tre gocce d’acqua di Valentino D’Urbano pubblicato da Mondadori?

Il primo è che si tratta di un romanzo di passioni brucianti – giuste o sbagliate che siano – e di personaggi che ardono di sentimenti violenti e contrapposti.
Il secondo perché riesce in maniera molto brillante e senza mai essere didascalica a raccontare come la Storia di questi anni riverbera sulla nostra generazione.
Il terzo motivo è che quando Valentina vuole farti piangere, quando vuole prenderti il cuore, strizzarlo e buttarlo a terra, e farti venire il magone e farti maledirla, in questo Valentina ci riesce alla grandissima!

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