Madre Terra di Chiara Marchelli

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Madre Terra di Chiara Marchelli pubblicato da NN Editore è il nostro giallo dell’estate!
La nuova indagine di Maurizio Nardi parte da un omicidio terribile e ben presto diventa un viaggio tra i mostri e i demoni che circolano in mezzo a noi, e che siamo noi stessi. Io l’ho letto lentamente perché lo volevo gustare da lettore prima ancora che dal libraio.

Questa è una storia straziante che dove è impossibile non empatizzare con alcuni dei protagonisti e non odiare visceralmente altri.

Come già il precedente Redenzione la trama dell’investigazione è la base con cui l’autrice indaga e approfondisce l’animo umano, le sue storture, le motivazioni dietro le azioni più abbiette.
La profondissima indagine psicologica sui protagonisti dimostra come nessuno sia pienamente negativo e quasi nessuno pienamente positivo, dal momento che tutti hanno un demone, un mostro dentro che li accompagna.
Continuo a fare riferimento a demoni perché in Madre Terra di Chiara Marchelli pubblicato da NN Editore incontreremo il tema della stregoneria: la vittima di omicidio sarà una bellissima donna considerata una strega, o fattucchiera che getta malefici.

Mirela viene ucciso in una maniera così barbara, violenta e terribile che nemmeno dico, perché bisogna leggere le pagine fredde e scabre in cui l’anatomopatologo espone i fatti, che mettono i brividi.

Madre Terra di Chiara Marchelli pubblicato da NN Editore ha come sottotitolo “la nuova indagine di Maurizio Nardi” perché noi lo avevamo già visto all’opera in Redenzione in una Volterra assolata: questa volta invece è fredda ed umida, perché ambientata nell’inverno 2021. Ma fortunatamente i riferimenti al covid sono pochi e restano sullo sfondo.
Tra i protagonisti compare anche un prete di colore, oggetto di curiosità e di malizie, ma in Madre Terra di Chiara Marchelli non c’è alcunché di boccaccesco o di allegramente malizioso. I più attenti troveranno chiari riferimenti a due vicende di cronaca nera degli ultimi anni.
Più che Bocca di rosa di De André musicalmente siamo dalle parti dei primi dischi dei Baustelle, che d’altra parte sono di Montepulciano, sempre provincia toscana: I provinciali, La canzone del riformatorio, Gomma sarebbero la colonna sonora perfetta per la vita di Yanko, il figlio di Mirela.

Questo perchè a Volterra, all’ombra del manicomio dismesso e tra le case del borgo, vivacchia una adolescenza che trascina annoiata e senza senso le sue giornate. Bullismo, droga, abbruttimenti che distruggono il carattere, anche i sentimenti belli come l’amicizia e l’amore.
Ma se c’è un prete e una presunta strega, non può mancare il circolo delle beghine di paese, che in questo caso però sono troppo indipendenti dalla parrocchia e dalla religiosità ufficiale, fino a sguazzare nell’ignoranza e nel fanatismo autoreferenziale.

Sembra non ci sia redenzione per nessuno in Madre Terra di Chiara Marchelli, sembra che le nebbie di Volterra celino un inferno di disperazione da cui non si salva nessuno.

Non Don Pasquale, non Mirela, non Yanko e neppure Mazzino, il povero Mazzino, l’uomo buon che ha sposato Mirela e ne ha allevato il figlio come fosse sangue del suo sangue.
Questa è una riflessione che fa Yanko, figlio senza un padre, ragazzo senza un’identità e senza un radicamento. Nessuno dei protagonisti di Madre Terra di Chiara Marchelli pubblicato da NN Editore è destinato alla felicità, e anzi! Se pure la incrocia o ci si avvicina, non la sa gestire: la felicità non è di questa terra, non ha residenza in questa Volterra cupa e tetra.

In questo inferno dove c’è chi vede le streghe, chi ha strani idoli in casa, chi è condannato a fuggire prima di tutto da sè stesso, indaga l’umanissimo Maurizio Nardi.

Maurizio Nardi non ha sesto senso, non è l’investigatore geniale, anzi, è un inquirente normalissimo che brancola nel buio – per usare una frase fatta – ed è un uomo come noi, con problemi da risolvere con la moglie, qualche acciacco fisico e un lavoro troppo stressante.
C’è così tanto realismo in questo libro – ma nei ringraziamenti Chiara Marchelli cita Cesare Neroni, ex comandante del Nucleo Investigativo di Aosta – che a un certo punto quelli della scientifica rispondono male al telefono perché sono sì in ritardo coi referti, ma loro hanno un sacco di cose su cui indagare, poco personale e tutti stanno lì a volere la precedenza sulle analisi, chiedere e sollecitare.
Vediamo Maurizio Nardi, che ha i pochi mezzi che può avere la stazione dei carabinieri di una cittadina minore, poco intuito perché è un uomo normale, seguire una pista dopo l’altra senza riuscire a raccapezzarcisi molto.
Verso la fine di Madre Terra di Chiara Marchelli Maurizio Nardi capisce che

c’è qualcosa. Qualcosa che non torna, qualcosa che gli fa pensare che questa mescola immonda di morti, salmi e devote qualcosa deve significare. Ha imparato che cose del genere non sono mai coincidenze. Come sovente accade, resta da capire il rapporto: spesso la verità è un filo trasparente che collega universi lontani. La verità può essere subdola. Inimmaginata.

A proposito di fili, io penso che Chiara Marchelli sia – e lo dico con tutta la stima e la simpatia di questo mondo – una sadica burattinaia.

Sadica perché quando arriverete in fondo a Madre Terra capirete che le piace fare del male al lettore.
Burattinaia perché tutta l’indagine di Maurizio Nardi è un intrico di fili che si incrociano e si sfiorano, e che lei tira e confondendoci le idee. Anche io come il povero Maurizio Nardi più di una volta ho pensato di avere capito tutto, che era chiaro il movente ed il colpevole. E invece no, Chiara ci fa camminare nella nebbia, proprio come Nardi che corre e cammina nella nebbia di Volterra, e si diverte a confonderci le idee.
Non ci dà, si badi bene, dei finti indizi perché la sua è una narrazione onestissima, ma riesce ad aggiungere sempre nuovi moventi punti di vista.
Ecco allora che anche noi possiamo domandarci Quid est veritas, come nel Vangelo di Giovanni.

Tre motivi per leggere Madre Terra di Chiara Marchelli pubblicato da NN Editore?

Perché è un’indagine con un protagonista fallibile, un protagonista come tutti noi.
Perché Chiara mostra sia l’orrore che ci può essere dentro ognuno di noi, sia l’amore quando fa capolino in una maniera tenerissima. Peccato che i suoi personaggi non siano destinati all’amore né lo sanno gestire.
Perché questo è un bellissimo giallo che scandagliando la parte oscura che c’è dentro ognuno di noi e ci mostra i sentimenti possano avere molteplici volti, esattamente come la verità.

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